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DISCUSSIONE SULL'EMENDAMENTO DEL SEN SARRO SUL DIRITTO ALLE ORIGINI

03.10.2013 18:04

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento 1.0.100, tendente ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 1, che si dà per illustrato e su cui invito la relatrice ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

 

GALLONE, relatrice. Pur trattandosi di una materia delicata che forse meriterebbe una trattazione a parte, esprimo parere favorevole.

 

MAZZAMUTO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere favorevole.

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.100.

 

ALBERTI CASELLATI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ALBERTI CASELLATI (PdL). Signor Presidente, sono contraria a questo emendamento perché con un colpo d'ala si interviene su una questione che riguarda le adozioni e la possibilità di poter rintracciare il padre naturale. Su questo tema si sono divise anche legislazioni europee. E infatti molto delicato, nel momento in cui c'è uno stato di adottabilità e si spezza il legame con la famiglia naturale, dare la possibilità di rintracciare i propri natali.

            Dal mio punto di vista l'emendamento deve essere trasformato in un ordine del giorno e non essere votato positivamente perché su di esso occorre una riflessione molto più seria. Stiamo parlando di rapporto tra adottanti e adottato, di genitori naturali che improvvisamente potrebbero comparire e sconvolgere la vita di un bambino, di un figlio, di un ragazzo che ha vissuto da un'altra parte. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).

Invito pertanto ad un'ulteriore riflessione tanto la relatrice quanto il rappresentante del Governo. (Applausi dai Gruppi PdL).

 

 

BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, intervengo per aggiungere poche parole. Si tratta di una questione che abbiamo affrontato altre volte. L'accesso ai dati dei bambini o le persone adottati è stato normato dal legislatore nel 1974 in fase di approvazione della legge sulle adozioni. In quell'occasione il legislatore ha reputato inopportuno far conoscere i dati, se non per gravi motivi sanitari. In questo caso però non bisogna prevedere un limite di età perché ci potrebbe essere un'età successiva ai quarant'anni in cui la conoscenza dei dati sia necessaria.

Credo che questa materia esiga un'attenzione diversa e non possa quindi essere affrontata in questo modo. Il limite dei quarant'anni appare scorretto perché potrebbe esservi un incidente dopo i quarant'anni che impone la conoscenza dei genitori naturali per la necessità di un trapianto. Sono casi avvenuti e che si sono risolti. Chiederei pertanto di trasformare l'emendamento 1.0.100 in un ordine del giorno, come proposto dalla senatrice Alberti Casellati, perché quando affrontammo un tema simile in occasione del dibattito sulla legge n. 40 del 2004 facemmo le stesse identiche considerazioni. È inopportuno inserire, attraverso l'emendamento in discussione, una simile norma in questa legge.

 

DELLA MONICA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, preannuncio il voto contrario del Gruppo del Partito Democratico sull'emendamento 1.0.100 e ne spiego il motivo. La questione dell'accesso alle origini è molto complessa e riguarda una serie di piani che la proposta emendativa presentata dal senatore Sarro non mi sembra tenga presente. In realtà, già esistono alcuni progetti di legge, incardinati alla Camera dei deputati; inoltre, sarebbe comunque necessario distinguere tra il diritto di conoscere alcuni dati medici - che deve essere immediato a prescindere dall'età anche per la tutela del diritto alla salute e l'indagine precoce di alcune malattie genetiche - e il fatto di conoscere le proprie origini, cosa che potrebbe coinvolgere varie situazioni, anche di terzi.

Dunque, rispetto ad una situazione così complessa, che merita un approfondimento, credo che il collega Sarro - se mi è consentito dirlo - dovrebbe ritirare l'emendamento 1.0.100 per consentire ulteriori approfondimenti. Se non volesse farlo, il voto del Gruppo del Partito Democratico sarebbe contrario. (Applausi della senatrice Garavaglia Mariapia).

 

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, anche il mio Gruppo esprimerà un voto contrario sull'emendamento in esame; però la preghiera che rivolgo all'amico senatore Sarro è di ritirare la proposta emendativa a sua firma e a trasformarla in ordine del giorno.

Inoltre, chiedo alla relatrice di riconsiderare la sua posizione perché con l'approvazione di tale emendamento si creerebbero situazioni davvero molto gravi. (Applausi del senatore Peterlini).

 

LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, colleghi, in coerenza con quanto ho affermato in precedenza, considero la materia affrontata dall'emendamento 1.0.100 eccentrica rispetto all'oggetto del disegno di legge, che riguarda il riconoscimento dei figli naturali. In questo caso, si parla di «accesso alle informazioni concernenti l'identità dei genitori biologici»: si tratta di una materia disciplinata da una legge del 1983, che meriterebbe un approfondimento. Si propone di introdurre il doppio regime di accesso libero decorsi quarant'anni dalla formazione dell'atto di stato civile e di accesso condizionato entro i quarant'anni dalla formazione dell'atto di stato civile. Ripeto che la materia è disciplinata da una legge che risale al 1983.

Credo sia opportuno che l'emendamento venga ritirato perché la materia è seria, però è eccentrica rispetto ai temi che siamo affrontando con il disegno di legge in esame. Altrimenti preannuncio il voto contrario del mio Gruppo. (Applausi dei senatori Pedica e Sbarbati).

 

SARRO (PdL). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SARRO (PdL). Signor Presidente, dopo gli interventi che mi hanno preceduto, desidero fare qualche puntualizzazione. Innanzitutto, in merito alla coerenza dell'emendamento 1.0.100 con il provvedimento in esame sottolineo che esso riguarda i figli naturali non riconosciuti alla nascita; quindi, il tema è sostanzialmente coerente con l'oggetto generale del disegno di legge in titolo.

Per quanto riguarda il problema dei quarant'anni, rilevo che oggi la legislazione vigente - esistono anche in questo ramo del Parlamento più disegni di legge sull'argomento, uno dei quali è stato presentato da me assieme a circa 70 colleghi senatori - consente l'accesso alla conoscenza dell'identità dei genitori naturali decorsi cento anni dalla nascita. Noi proponiamo, in coerenza con le risoluzioni internazionali e con numerose pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo, che coniugando il diritto all'oblio della madre che ha negato il riconoscimento con il diritto all'identità di conoscere le proprie origini che ciascuno ha, giunti al quarantesimo anno di età (quando cioè si è determinata una situazione di equilibrio familiare e personale, vi è stato un percorso di autonomia psicologica e di maturità e si sono definiti gli affetti familiari) venga garantito tale diritto.

Voglio rappresentare a tutti i colleghi che in Italia esistono numerose associazioni dei figli naturali non riconosciuti, con cui ho avuto contatti e ho promosso una serie di manifestazioni a sostegno dell'iniziativa; si tratta di persone che spendono la loro intera esistenza nella lacerante ricerca della conoscenza del proprio genitore, certamente non per rivendicare alcunché, perché giuridicamente da questo non deriva alcuna conseguenza a legislazione vigente.

Stiamo semplicemente fissando una soglia di età a partire dalla quale è possibile l'accesso che non incide in nulla nel rapporto di adozione o nel rapporto di filiazione, materie che restano regolamentate e trattate dalla legislazione vigente.

Si tratta semplicemente di rispondere all'appello molto forte che viene da queste famiglie, da queste persone che chiedono semplicemente di poter avere garantito un diritto che, desidero ricordarlo a tutti i colleghi, tutte le legislazioni dei Paesi europei riconoscono addirittura al compimento della maggiore età, quindi in modo automatico.

Prendo atto che c'è l'esigenza di approfondire ed esaminare ulteriormente la materia. Chiedo però che l'emendamento venga accolto come ordine del giorno, anche perché esistono altri disegni di legge presentati in questo ramo del Parlamento e una deliberazione, una decisione sollecita del Senato, assieme alla Camera, su questo argomento sicuramente garantirebbe anche nel nostro Paese il raggiungimento di un livello di civiltà giuridica pari a quello degli altri Paesi europei e di tutti i Paesi occidentali. (Applausi dal Gruppo PdL).